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“E’ possibile che si possa stare senza ballare affatto.
Si conoscono esempi di giovani che hanno passato mesi e mesi di seguito senza recarsi a nessun ballo e senza che nessun apprezzabile danno ne derivasse loro al corpo o all’anima; ma, una volta che si è cominciato – una volta provate, anche fuggevolmente, le delizie di un rapido moto – dev’essere un’indole ben torpida quella che non ne desidera altre.”

Così scriveva nel 1815 Jane Austen, nell’incipit al capitolo 29° del romanzo “Emma”.  Gli abitanti del villaggio si preparavano impazienti e colmi di aspettative alla serata del ballo. Occasione per riunirsi, stringere i legami di convivenza, innescare sottili giochi di seduzione.
La danza popolare come strumento d’aggregazione mantiene ancor oggi tutta la sua potenza: così come allora è facilmente fruibile e tutti vi possono partecipare. Un tempo la comunità che creava una danza ballava solo quella, magari con alcune varianti; noi oggi abbiamo la possibilità di spaziare e provare tutti i repertori che desideriamo, pur rispettando le tradizioni da cui essi provengono.
La danza tradizionale, ballata nella nostra società, porta con sé questo messaggio: ogni popolo può portare con sé le proprie radici e metterle in comune con gli altri in una nuova piazza.
E’ con questo spirito che nasce l’Associazione “Venezia balla”, per recuperare e mantenere vivo tutto il fascino archetipo della danza popolare. E, più semplicemente, per provare anche solo fuggevolmente, le delizie di un rapido moto