L’amica Marzia Bonini ci ha inviato queste emozionanti immagini del suo incontro con una tartaruga Caretta caretta avvistata ieri nel Mar Ionio, lungo le coste della Grecia.

La tartaruga Caretta caretta è la tartaruga marina più comune nel Mar Mediterraneo.
Frequenta in genere il mare aperto ma può spingersi presso le coste e occasionalmente nelle lagune interne, principalmente a scopo alimentare.
La sua alimentazione si basa su molluschi, crostacei, echinodermi, meduse e solo saltuariamente si nutre di pesci e alghe.

In genere predilige la solitudine, ma durante il periodo riproduttivo si riunisce ad altri esemplari formando branchi più o meno numerosi per migrare verso i siti di accoppiamento, vicini alle coste.  In Italia depone le uova solo in alcune ristrette aree della Sardegna, Puglia, Calabria e Sicilia, in particolare a Lampedusa e Linosa.

Un tempo questa specie era frequente anche nell’Alto Adriatico, ma è sempre più difficile incontrarla nei nostri mari.
Oggi è una specie a rischio estinzione. Per questo è oggetto di protezione da parte della legislazione nazionale e internazionale che ne vietano la pesca, la detenzione, il trasporto e il commercio. Da sempre è l’uomo il suo peggior nemico.

Negli anni ‘50 a Venezia, quando la pesca non era ancora vietata, veniva venduta al mercato del pesce di Rialto. Si usava per il brodo di galana (tartaruga in dialetto) e con il carapace si ricavavano pettini. Nella mostraLa pesca in Laguna al Centro Culturale Candiani di Mestre puoi vedere un video di quegli anni che riprende una grossa Caretta in vendita sui banchi del mercato di Rialto.

Oggi altri sono i pericoli che minacciano la sopravvivenza di questa specie.
Spesso rimangono ferite dalle eliche delle imbarcazioni o intrappolate nelle “reti fantasma”, abbandonate in mare.
Ma è soprattutto la plastica a minacciare la loro esistenza. Le tartarughe spesso muoiono soffocate a causa dell’ingestione dei rifiuti di plastica, in particolare sacchetti, che scambiano per meduse di cui sono ghiotte.

Ringraziamo Marzia, amica di SlowVenice, per aver condiviso il suo emozionante incontro che ci permette di ricordare, ancora una volta, come dobbiamo agire in queste situazioni. Distanza, rispetto e silenzio sono i comportamenti che si devono adottare quando abbiamo la fortuna di vivere queste meravigliose esperienze in natura.

Al prossimo incontro di SlowVenice!

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2019-02-07T12:03:16+02:00

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